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29 maggio 2012

Anna Achmatova - È flebile la mia voce


Anna Achmatova, È flebile la mia voce e altre poesie
a cura di Paolo Galvagni
Via del Vento edizioni, aprile 2012




Descrizione/ About:

Una selezione di poesie della poetessa russa Anna Achmatova, curata da Paolo Galvagni per Via del Vento edizioni
Plaquette di 36 pagine. Volume numero 46, pubblicato nella collana «Acquamarina»
ISBN 978-88-6226-061-9
4,00 €

Un assaggio/ Vorgeschmack/ Sample:


La statua di Carskoe Seló

Ormai le foglie d’acero
scendono sullo stagno dei cigni,
e sono insanguinati i cespugli
del sorbo che matura senza premura.

Accecante e snella,
strette le gambe che non temono il gelo,
lei su un masso del nord
siede e guarda le strade.

Ho percepito un confuso terrore
davanti a questa celebrata fanciulla.
Giocavano sulle sue spalle
i raggi di luce morente.

E come potevo perdonarle
l’entusiasmo della tua lode innamorata…
Guarda, è lieta di intristirsi,
così elegantemente nuda.

1916


Sulla dura cresta di un tumulo di neve

Sulla dura cresta di un tumulo di neve
vaghiamo in un soave silenzio,
entrambi così sereni,
verso la tua segreta casa bianca.
E più dolce di tutti i canti intonati
è per me questo sogno avverato,
il dondolio dei rami toccati
e il suono lieve dei tuoi speroni.

gennaio 1917


La morte del poeta

S’è azzittita ieri la voce irripetibile,
ci ha lasciato l’interlocutore delle selve.
Si è tramutato nella spiga che dà la vita
o nella sottilissima pioggia, da lui cantata.
E tutti i fiori, che esistono al mondo,
sono sbocciati incontro a questa morte.
Ma è subito calato il silenzio sul pianeta
che porta un nome modesto…Terra.

1957


Quella notte impazzimmo l’uno dell’altra

Quella notte impazzimmo l’uno dell’altra,
riluceva a noi solo l’oscurità lugubre,
i canali borbottavano parole loro,
e i garofani sapevano d’Asia.

Attraversavamo una città estranea,
in un canto fumoso e nell’afa di mezzanotte,–  
soli sotto la costellazione del Serpente,
senza osare guardarci l’un l’altra.

Poteva essere Istanbul o perfino Bagdad,
ma, ahimè, non Varsavia, non Leningrado,
e questa differenza triste opprimeva,
come un che di orfanezza.

E sembrava: accanto i secoli vagare,
una mano invisibile un tamburo percuotere,
i suoni, come segni segreti,
davanti a noi nel buio volteggiare.

Eravamo nella misteriosa caligine,
quasi andassimo su una terra di nessuno,
ma, come feluca di diamante, d’un tratto
la luna si erse sull’incontro-commiato…

E se quella notte tornerà a te,
nel tuo destino a me incomprensibile,
sappi: qualcuno ha sognato
quel sacro momento.


Quasi in un album

Sentirai il tuono e mi rammenterai,
penserai: desiderava la bufera…
Sarà una striscia di cielo rosso scarlatto,
e il cuore sarà come allora – in fiamme.
Questo avverrà nel giorno moscovita
in cui abbandonerò per sempre la città,
e correrò verso il riparo desiderato,
lasciando la mia ombra ancora tra di voi.

1961-1963

                                     Anna Achmatova                                                               
In questa collana / also in this collection:

Aleksandr Blok, Mi vestirai d'argento e altre poesie, traduzione e cura di Margherita De Michiel, Via del Vento edizioni, dicembre 2002, Acquamarina, 18

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Caffè d'Europa/ margininversi



21 maggio 2012

Espressionismi a Roma


                                                    ESPRESSIONISMI

A Roma, venerdì 25 maggio 2012, presso l’Istituto di Studi Germanici si tiene la giornata di studio “Espressionismi”, a cura di Antonella Gargano (Università di Roma “La Sapienza”) e Fernando Orlandi (Centro Studi sulla Storia dell’Europa Oientale, Levico Terme).

Il programma:

9.30-10.15   Francesco Muzzioli, Per una teoria dell’espressionismo
10.15-11.00   Massimo Libardi, Espressionismo come rottura generazionale
11.00-11.45   Fabrizio Cambi, L'insalvabilità dell'io e il gesto espressionista nella poetica del superamento di Hermann Bahr
Modera Fernando Orlandi
11.45-12.00   Pausa
12.00-12.45  Jolanda Nigro Covre, Dall'espressione dell'individuo alla trasformazione del mondo
12.45-13.30   Fernando Orlandi, Dalla Germania all’Asia: la xilografia e le origini dell’avanguardia cinese
Modera Antonella Gargano
13.30-15.30   Pausa
15.30-16.15   Enrico Groppali, Suonano i tamburi della notte per il povero soldatino Woyzeck  
16.15-17.00   Eva Banchelli, Prosa espressionista: in difesa di un'avanguardia 'minore'
17.00-17.45   Antonella Gargano, Dallo spazio urbano allo spazio lirico
17.45-18.30   Paolo Bertetto, Il cinema espressionista, le forme dell'irrealtà
Modera Fabrizio Cambi

Coordinamento
Monica Di Benedetto
dibenedetto@studigermanici.it

Info: +39 06588811 – 065888126


       Conrad Felixmüller, Der Tod des Dichters Walter Rheiner, 1925 - Canvas Private Collection, USA

Istituto Italiano di Studi Germanici
Via Calandrelli 25
00152 Roma

14 maggio 2012

Espressionismo - Hermann Bahr


Titolo: Espressionismo
Titolo originale: Expressionismus
Autore: Hermann Bahr
Curatore: Fabrizio Cambi
Editore: Silvy edizioni
Data di pubblicazione: aprile 2012





«Riegl dal 1895 fu collega all’Università di Vienna di Wickhoff […] al tempo in cui viveva ancora Hugo Wolf, mentre Burckhardt rinnovava il Burgtheater, Mahler l’Opera, Hofmannsthal e Schnitzler erano giovani, Klimt arrivava alla maturità, cominciava la Secessione, […] Arnold Schönberg stava emergendo, Reinhardt vagava sconosciuto per le vie silenziose sognando il futuro, Kainz rimpatriava, Weininger si infiammava, Ernst Mach teneva le sue lezioni di scienza popolare, Joseph Popper scriveva le Phantasien eines Realisten e Chamberlain, fuggito dalle distruzioni del mondo per ritirarsi nella nostra mite città, componeva le Grundlagen des neunzehnten Jahrhunderts…Allora la vita a Vienna deve essere stata veramente interessante.» * [p. 63 del testo]


L’aria che si respira nel saggio di Hermann Bahr, filosofo, giurista, economista e filologo, ingegno eclettico, infaticabile animatore culturale, reca intatto l’aroma dei suoi molteplici interessi divisi tra il trentennio di fine Ottocento e il primo trentennio del Novecento. La quasi simmetria temporale che si riscontra nella sua vita, finisce per coincidere con le due rivoluzioni artistiche che ad essa s’accompagnano, l’impressionismo e l’espressionismo, cui Bahr volgerà il suo spiccato senso critico.
Nel modo più che singolare col quale ripercorre l’entusiasmante quadro culturale mitteleuropeo a cavallo dei due secoli, i cui cieli carichi di fervore creativo si trovano fotografati con piglio originale nel testo che abbiamo riportato all’inizio, si coglie non a caso tutta l’acutezza di uno sguardo che gli ha permesso di essere uno straordinario attore e cronista della sua epoca.
E proprio il vedere, analizzato nella sua doppia natura di facoltà fisica e strumento in grado di cogliere la qualità ‘spirituale’, il sovrasensibile che intride la realtà, diviene il fulcro di questa sciolta trattazione, nata quasi per caso, dal confronto con il colto e curioso auditorio di un’associazione di Danzica, dove Bahr era solito tenere conferenze, che cominciava a interrogarsi sul significato dell’espressionismo. Termine d’importazione, espressionisti vennero infatti definiti per primi i pittori francesi che orbitavano intorno a Picasso e Matisse, entra nell’ "uso tedesco" nel 1914, quando il critico figurativo Adolf Behne, esponente del gruppo dello Sturm, afferma che l’espressionismo non è una moda ma rappresenta «il ridestarsi di tendenze che hanno sempre dominato l’arte nelle sue epoche più felici.» In consonanza di vedute, Herwarth Walden ha colto nell’impressionismo e nell’espressionismo non due fasi storiche determinate nel farsi dell’arte moderna ma due momenti ‘eterni’ dello spirito umano, ossia i due poli entro cui nei secoli si è sviluppata la ricerca espressiva. E in questo percorso si attribuisce una qualità organica alla capacità di afferrare le immagini del mondo, che tuttavia non sorregge più l’atto della riproduzione naturalistica (Abbild) ma sostanzia e rende riproducibile il contenuto dell’immagine interiore (Bild); su questi argomenti si veda anche L’espressionismo tedesco di Paolo Chiarini, passim, recentemente pubblicato da Silvy edizioni.
Di una vista interiore cui si attribuisce una caratteristica organica associata a una forza "tattile", Hermann Bahr disquisisce a lungo all’interno del suo saggio, al punto da farne un fulcro affascinante e fecondo attorno al quale ruota l’intera trattazione. Prendendo spunto dalle indagini di Sir Francis Galton, che alla data della propria morte, nel 1911, aveva messo insieme una quantità inverosimile di fonti sull’argomento, Bahr ritrae in dettaglio la vista spirituale, dimostrando che «è qualcosa di più di un mero ricordare o di una semplice riproduzione del vedere sensibile, e che è una produzione autentica e che il vedere spirituale ha una forza creatrice, la forza di creare un mondo secondo leggi diverse da quelle della vista sensibile.»
Arrivati a questo punto, sebbene la dissertazione rischi di ingolfarsi in una troppo rigida semplificazione dicotomica, l’idea di una riproduttività di quel che ci circonda concepita nell’alternarsi tra occhio dello spirito e occhio del corpo segna il solco nel quale Bahr annuncia il germe espressionista. Nella costante dialettica delle generazioni e nella consapevolezza che il “totale” della verità resta precluso alle acquisizioni dell’uomo, lo studioso registra il riaffacciarsi dello spirito nella nuova arte, destinata a spodestare l’impressionismo. «Questa totalità di interno ed esterno manca sia all’impressionismo sia all’espressionismo; neanche l’espressionismo raggiunge “il legame vivente e costante degli occhi dello spirito con gli occhi del corpo.” Ma quando mai è stato raggiunto? Con singoli maestri in singole opere che sono rimaste sempre incomprese. Mai in un’epoca nel suo complesso. Ce n’è stata una che l’ha sfiorato: quella dello stile barocco.» Una contestualizzazione simile la ritroviamo in una lectio magistralis offerta qualche tempo fa da Sebastiano Vassalli a Mantova sulla nascita del concetto di paesaggio nella cultura occidentale. «Ho parlato prima, con un azzardo forse eccessivo, di classicismo e di romanticismo, per indicare i due modi che l’arte e la letteratura hanno avuto nel corso dei secoli, di porsi di fronte alla natura e quindi al paesaggio, considerandoli estranei alle vicende umane o partecipi delle stesse, a cui sarebbero legati (in questo secondo caso) da misteriose affinità. Tra questi due termini estremi, dentro o fuori, sembrerebbe non esistere una terza possibilità. Invece l’arte e la letteratura l’hanno inventata: è il barocco.» Del resto il paesaggio, nodo per eccellenza di un esercizio mai smesso nella storia dei saperi sulla definizione e l’ordinamento dello spazio di natura, è stato non a caso da sempre un teatro di risonanze liminali tra l’immagine esteriore e concreta del mondo e la sua ricezione negli orizzonti dell’interiorità umana. 
Eppure lo sguardo di Bahr, come sottolinea Fabrizio Cambi nella sua chiara ed efficace postfazione, continua con nostalgica intensità a fissare le care icone impressioniste e soprattutto il profilo di Goethe, il cui peso ermeneutico riscuote qui un deciso riconoscimento e una devozione altrettanto sincera. Né l’affermazione dell’attaccamento ai due ‘culti’ contrasta o indebolisce il tributo reso alle idee della nuova generazione.     
Questo saggio sull’espressionismo, di cui Silvy edizioni offre una riproduzione fedele, non trascurando le illustrazioni che corredarono il testo nella prima stampa eseguita da Delphin Verlag (1916), è dunque un’esperienza di lettura che vale la pena consigliare, non solo perché ci pone di fronte a degli interrogativi sul senso e la funzione dell’arte che non guasta continuare a porci nel nostro tempo, ma anche per la straordinaria vitalità con cui la lezione espressionista si è traghettata nel corso del Novecento fino al primo decennio del nuovo millennio, un evento che, per la sua portata epocale, è necessario approfondire il più possibile, soprattutto considerando l'opinione di chi ha sperimentato la chimica di quella rivoluzione artistica, come artefice o semplicemente come osservatore, e valutando, da parte nostra, gli elementi che ne costituiscono l’affollato e composito retroterra.   

                                       Théodore Géricault - Teste/Heads

Anche su/ also available on:
Sololibri.net espressionismo

6 maggio 2012

Dimensioni berlinesi I/ Luoghi e cultura

Dimensioni berlinesi I/ Luoghi e cultura
Berliner Aspekte I/ Stellen und Kultur


Umwelten

Ahoi Berlin


Ahoi Berlin “Nachrichten” rund ums Berliner Wasser - Spree/Dahme/Havel, Müggel-Wannsee

Eventi e notizie dai “moli” berlinesi. Locali, spettacoli, tempo libero in riva ai laghi.




Eine thematische Seite bei LinkedIn für einen vollständigen Blick auf Berlin

Una pagina dedicata a tutti coloro che vivono la metropoli ed hanno voglia di segnalare eventi, luoghi, persone che vale la pena seguire.
                                           

                                                             
                                                       Blog in Berlin

                            Ambienti, iniziative, notizie dalla metropoli
                         Umwelten, Initiativen, Nachrichten von Berlin


Das Baumblütenfest in Werder/ Havel mit Riesenrad


 Botanischer Garten und Botanisches Museum Berlin-Dahlem
Di proprietà della FU, la Libera Università di Berlino, per estensione il più grande orto botanico della Germania, attira ogni anno, insieme all’annesso polo museale, più di mezzo milione di visitatori.

Der Botanische Garten Berlin in Berlin-Lichterfelde ist mit einer Fläche von über 43 Hektar und etwa 22.000 verschiedenen Pflanzenarten der größte Botanische Garten Deutschlands. Er gehört zur Freien Universität Berlin und hat den Status einer fakultätsunabhängigen Zentraleinrichtung. An den Garten ist das «Botanische Museum» angeschlossen. Garten und Museum werden jährlich von einer halben Million Gäste besucht.

Medinilla myrmecorhiza Fruchtstand am 22. November im Haus E

C/O Berlin
e su facebook:
http://www.facebook.com/pages/CO-Berlin/57907541087

Galleria d'arte/ Galerie und Ausstellung:
Oranienburger Straße 35/36, Berlin, . 00 49 30/28444160

Oranienburger Str 35/36 . 10117 Berlin
Tel 030 28 444 16 0 . info@co-berlin.com
Täglich 11 — 20 Uhr . Eintritt 10/ermäßigt 5 Euro

Mostre, workshop, laboratori, esposizioni e il giornale C/O Berlin . Zeitung sulle attività del centro esposizioni

  
                                                                  CO Zeitung                  
                                                         
Kulturloge Berlin - Schlüssel zur Kultur e. V.

Una iniziativa per valorizzare la cultura come libera espressione e spontaneo sodalizio umano che ha come fine quello di permettere anche a persone con minori capacità economiche di fruire della variegata vita intellettuale e di aggregazione offerta dalla città di Berlino.


Kultur beginnt nicht in der Oper, sondern bei uns Menschen.
Idee und Ziel der Kulturloge Berlin ist es, Menschen mit niedrigen Einkünften eine Möglichkeit zu geben, kostenfrei am kulturellen und vielfältigen gesellschaftlichen Leben der Stadt Berlin teilnehmen zu lassen.
Menschen mit geringem Einkommen, die bereits in sozialen und öffentlichen Einrichtungen als solche gemeldet sind, sollen durch die Kulturloge auf Veranstaltungen aufmerksam gemacht werden. Zahlreiche Kulturveranstalter stellen uns ihre nichtverkauften Kulturplätze zur Verfügung, die wir dann kurzfristig an unsere Gäste telefonisch vermitteln.

Die Anzahl der zur Verfügung gestellten Tickets bzw. Plätze ist den Veranstaltern freigestellt und variiert von Veranstaltung zu Veranstaltung.
Für den kulturellen Sektor arbeiten wir nach dem Tafel-Prinzip: "Gebt uns das, was ihr nicht verkaufen könnt". Dadurch ermöglichen wir eine nachhaltige und optimale Ausnutzung von vorhandenen Ressourcen.
Somit tragen wir alle gemeinsam die Verantwortung für mehr Kultur auf allen sozialen Ebenen.



Personen

Danny Reinitz

Poesie – foto – pensieri
Dichtungen – Bilder – Gedanken
   Der geheime Dachboden


                ***

...ich liebe meine drinks,
nach einem harten tag,
das ist wahre liebe,
nach dem glanz folgt das matt,

ich liebe meinen rauch,
der mich aus dem bahnhof trägt,
das ist wahre liebe,
nach dem angriff folgt die flucht,

ich liebe deine blicke,
wenn du mir still zum abschied winkst,
das ist wahre liebe,
nach der berührung werde ich blind…


                 ***
Halensee – Einst und jetz
(facebook)
von Wolfram Jacob

Cartoline e storie da un quartiere storico di Berlino, dove a inizio ‘900 si trovava anche il più grande Luna Park della Germania. Wolfram Jacob viaggia sul filo di queste memorie, inaugurando uno spazio prezioso per visitatori di particolare sensibilità. 

«Als der Dichter und Schriftsteller Erich Richard Majewski am 29. Mai 1892 in Berlin in der Prenzlauer Allee das Licht der Welt erblickte, war seine Geburtsstadt seit genau 21 Jahren Reichshauptstadt und Residenz des deutschen Kaisers.
Um Ihn und seine Stories nicht in Vergessenheit geraten zu lassen, habe ich sie hier neu aufgelegt und mit passenden Abbildungen versehen» Juli 2011

Halensee - Luna Park

Lars Brandt Stisen

Vive a Berlino
Città natale: Risskov, Arhus, Denmark
Parla danese e tedesco. 
Commercial photographer at maddocman.com

La sua personale/ Seine Ausstellung
Frozen in time/ Fragmenten aus Berlin



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Verlag Klaus Wagenbach GmbH
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Der Verlag ist unabhängig und macht davon Gebrauch, seine Meinungen vertritt er auf eigene Kosten. Er ist nicht groß, aber erkennbar. Seine Arbeit dient nicht dem Profit, sondern folgt inhaltlichen Absichten.
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Der Verlag wurde 1964 von Klaus Wagenbach gegründet und wird seit 2002 von Susanne Schüssler geleitet.


Klaus Wagenbach è una delle più importanti figure della cultura tedesca del dopoguerra. Attraverso l’attività di editore indipendente e collocato apertamente a sinistra dalla metà degli anni sessanta, ha favorito con la pubblicazione di letteratura tedesca dell’est e dell’ovest le relazioni culturali tra le due Germanie. E' stato protagonista del movimento studentesco nel 1968 e figura di spicco dell’opposizione extra-parlamentare negli anni settanta, ed è ancora oggi uno dei principali editori di letteratura italiana in Germania.

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Caffè d’Europa

Herzlich Willkommen auf der Internet Seite des Caffè d’Europa wie Treffen Punkt für Autoren, Künstler, Verleger mit bestimmten blitzenden Blicke auf Berlin

La pagina di Caffè d’Europa/ cosmopolitani è nata come punto d’incontro di autori, artisti, editori di diverse provenienze geografiche per la condivisione di contenuti del mondo letterario e delle arti in generale. Lo spazio, inoltre, cerca di approfondire alcuni caratteri salienti della vita berlinese con incursioni nel passato e nel presente della metropoli, considerando la capitale tedesca come una delle ‘fabbriche’ d’eccezione della cultura europea.