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7 maggio 2017

Viktor Bulla - Il fotografo della rivoluzione


La storia della famiglia Bulla, il padre Karl Karlovic, nato in Germania nel 1853, e i due figli, Aleksandr e Viktor, si intreccia ai profondi cambiamenti che scossero la società russa dall’inizio del Novecento fino alla rivoluzione di ottobre.
Karl, emigrato da giovane in Russia dalla Germania, suo paese d’origine, trovò impiego presso una ditta di articoli per la fotografia. Vent’anni dopo aveva accumulato una modesta fortuna che gli permise di aprire il suo atelier sulla Prospettiva Névskij. Da allora le committenze si moltiplicarono e non è esagerato dire che l’obiettivo di Karl, col tempo coadiuvato dai due figli, fotografi altrettanto abili, arrivò dappertutto. Dai ricevimenti di gala, dove sfilavano i notabili degli zar e i maggiori esponenti dell’aristocrazia russa, alle mense operaie. Portano la loro firma i servizi dedicati alle partite di scacchi con figuranti umani che solevano tenersi a San Pietroburgo. Karl ritrasse i tornei del 1909 e del ’14, mentre Viktor venne incaricato di immortalare quello tenuto a battesimo dalla Rivoluzione, il 20 luglio 1924, in piazza Uristskij davanti allErmitage, oggi tornata a essere Piazza del Palazzo, tra Flotta Rossa (bianchi) e Armata Rossa (neri). Nell’occasione si fronteggiarono i due più grandi campioni dello scacchismo sovietico, Romanovsky, capitano dei bianchi che vinse, e Rabinovich, schierato coi neri. 
Viktor divenne in breve uno dei più quotati ritrattisti di Lenin, suoi i diversi scatti del leader tra il ’20 e il ’21, e mostrò un’attitudine spiccata per il reportage, quest’ultima coltivata con successo anche dal fratello Aleksandr. La sua mano sta dietro le prese della sollevazione delle donne a San Pietroburgo, nel febbraio del ’17, e dei sanguinosi fatti di poco successivi nel luglio, inneschi di quanto sarebbe accaduto in ottobre.
Le settantadue drammatiche ore che separano il 3 e il 5 luglio, quando il partito bolscevico corse il pericolo di essere liquidato e i proletari rischiarono di andare incontro a una completa disfatta, sono un punto nodale della vicenda rivoluzionaria. È in questo breve ma intensissimo lasso di tempo che il movimento operaio giunge a maturazione, comprendendo il carattere controrivoluzionario della democrazia borghese e della nuova sinistra capitalista; menscevichi e socialrivoluzionari avevano allora tradito la causa dei lavoratori e dei contadini poveri, passando al campo avverso.
Nei primi anni della rivoluzione la fotografia rivolse definitivamente i suoi interessi ai temi sociali, diventando nel decennio che va dai Venti ai Trenta uno dei principali strumenti di informazione e divulgazione culturale, comunicando non solo dalle pagine delle riviste ma dalle piazze, dalle fabbriche e dai luoghi di riunione. I giovani fratelli Bulla furono tra i migliori interpreti delle potenzialità del nuovo mezzo.
Fra gli altri pionieri per quanto riguarda luso della macchina fotografica si ricordano, Piotr Ocup, famoso oltre che per i suoi reportage anche per i ritratti di Lenin, Jakob Steinberg, Pavel Zukov, Abram Sterenberg, Boris Ignatovic, Aleksandr Rodčenko. Quest’ultimo, pur avendo una formazione da artista, seppe rivalutare e rivoluzionare il fotogiornalismo, fino alla caduta degli zar considerato senza dignità, facendolo dialogare con gli scatti realizzati in studio. Rodčenko mise mano a un progetto di ardite inquadrature di strade e piazze che si sarebbero dovute montare in un film mai girato. Ciò a testimonianza della versatilità e dell’apertura mentale delle avanguardie artistiche a servizio della rivoluzione.
La vicenda dei Bulla, come molte altre del periodo rivoluzionario nel passaggio allo stalinismo, si concluse purtroppo male. Dopo aver dato moltissimo alla narrazione della quotidianità russa in tutti i suoi aspetti sociali, dai più alti ai più bassi, testimonianza unica dei tempi e di un’irripetibile fase di mutamento che spazzò via assetti consolidati da secoli, Viktor fu arrestato. L’archivio dell’atelier, costituito da 130.000 negativi, fu oggetto di requisizione come “prova materiale”, non si sa se distrutto o sepolto in qualche luogo segreto.


(Di Claudia Ciardi)


Karl Bulla e i suoi figli


 Ritratto di Karl Bulla - 1900 circa

Karl Bulla

 Immagini della guerra civile - foto di Viktor Bulla - luglio 1917

 L'esercito zarista spara alla marcia pacifica dei lavoratori sulla Prospettiva Névskij - riproduzione di Jakov Steinberg dalla foto originale di Viktor Bulla - luglio 1917

 Ritratto di Lenin - Viktor Bulla

Ritratto di Lenin - Viktor Bulla


Primo Maggio 1920 a San Pietroburgo - Viktor Bulla

Scacchi viventi a San Pietroburgo - fotografo ufficiale dell'evento Viktor Bulla - 20 luglio 1924

2 aprile 2014

Antony Beevor - Berlino 1945. La caduta


Il bestseller come genere letterario fabbricato per disegnare nel giro di qualche settimana una parabola di tutto rispetto - parola che a sua volta sa sempre più di svendita - sui successi di un autore, non rientra nelle pubblicazioni di questo blog. Chiunque ci segua lo sa perfettamente. Tuttavia nel caso del lavoro di Beevor, avvincente e documentata narrazione della Battaglia di Berlino, ci sentiamo di contravvenire alla regola che ci siamo imposti. Vi sono casi in cui i libri divengono bestseller loro malgrado. Beevor ha saputo portare all'attenzione di milioni di lettori un argomento di storia contemporanea, oggetto di studi specialistici, materia in cui si muovevano agevolmente gli addetti ai lavori e al massimo qualche appassionato. Lo ha fatto con la disinvoltura dello scrittore di razza ma anche e soprattutto senza rinunciare ai ferri del mestiere dello storico. Per questo riproponiamo l'articolo che qualche anno fa abbiamo dedicato a quest'opera, un volume che non può mancare nella biblioteca di tutti quanti desiderano capire cosa furono gli ultimi mesi di guerra nel '45.


Destruction in a Berlin street

Berlino 1945. La caduta 

Titolo originale: Berlin. The Downfall 1945
Autore: Antony Beevor
Collana: Bur Storia
Anno di pubblicazione: 2002



Antony Beevor, ufficiale di carriera dell’esercito britannico, si è dedicato alla professione di scrittore come romanziere e saggista, occupandosi principalmente dei fatti della seconda guerra mondiale. Berlino 1945. La caduta è stato pubblicato nel 2002, accompagnato da un programma televisivo della BBC a tema, diventando subito un bestseller in sette paesi del mondo.
Il libro è un’articolata monografia su uno degli assedi più logoranti della storia. L’impatto degli armamenti moderni su una città già provata dal corso degli eventi di fine guerra e le perdite, i soprusi e i disagi patiti dai civili, sono entrati di peso nella memoria collettiva europea.
Berlino non è solo la metropoli ferita e lacerata di una Germania sconfitta ma è la capitale di un’Europa annientata dalla guerra, è il centro dei lutti e del dolore di un intero continente che per l’ennesima volta ha spento nelle armi le proprie tensioni e fragilità politiche.
Il racconto di Beevor oltre a essere puntualissimo per quel che riguarda il dato militare, dà straordinario rilievo al contenuto delle fonti, che spaziano dalla memoria personale (i diari), alle lettere dei soldati al fronte (tedeschi e russi), ai resoconti ottenuti attraverso interviste postume ai testimoni, agli appunti di scrittori al seguito dell’Armata Rossa (come ad esempio le ampie citazioni tratte da Vasilij Grossman). Questa pluralità di voci che si intreccia al dettagliato resoconto dei fatti conferisce alla narrazione un respiro corale che rende la lettura avvincente, riuscendo a far vivere al lettore l’esperienza dei giorni in cui si è consumato il tramonto di una città e il dramma della sua gente.
Ci sono parti del libro che hanno una tale forza descrittiva da emergere come scene isolate nell’elevato ritmo della battaglia.
Così il capitolo 22 sui combattimenti nella foresta basterebbe da solo per trarvi una sceneggiatura per un film. Inoltre episodi quali le ultime sortite dal Bunker dopo il suicidio di Hitler, la mattanza sul Charlottenbrücke, l’attraversamento dell’Elba da parte dei 100.000 profughi in fuga dai Russi e la resistenza del generale W. Wenck che fino agli ultimi momenti di guerra ha cercato di mettere in salvo i civili e i propri uomini, si pongono con altrettanta indipendenza e vigore narrativo nel complesso della trama.
C’è infine un aspetto che declina questa saggio di storia in studio antropologico: la testimonianza delle donne. Numerose sono infatti le presenze femminili evocate attraverso la scrittura semplice e diretta dei diari che molte donne di Berlino hanno tenuto nella solitudine e nell’angoscia delle terribili settimane in cui di colpo si sono travate al centro della guerra.
Berlino è del resto il luogo in cui più che mai si è rovesciata la tradizione che vuole le donne a casa e gli uomini in guerra. Qui sono state proprio le donne a sopportare il peso di un conflitto arrivato al parossismo. Antony Beevor considera non a caso il punto di vista femminile una prospettiva privilegiata per l’esplorazione dei fatti. 
I corpi delle donne sono stati offesi dalla fame e dagli stupri. Le donne sono rimaste sole con i loro bambini nel quotidiano terrore che la carestia o le armi potessero ucciderli, e infine hanno avuto il compito ingrato e amaro di consolare i loro uomini, tornati disperati e sconfitti, in un paese depredato della propria identità.
Quella di Beevor è l’introspezione di una città rinata dalle ceneri a cui l’Europa deve saper guardare come il centro in cui la sofferenza della guerra, una sofferenza che da secoli affligge i popoli del vecchio continente, ha raggiunto l’acmè. Questa è l’eredità di memoria che ci lascia Berlino, la metropoli «dove la gente vive col proprio destino», questo è ciò che dobbiamo aver presente quando pensiamo all’Europa.

Di Claudia Ciardi (settembre 2009)


Per approfondimenti sui fatti trattati dall’autore si rimanda all’ampia e curata bibliografia del libro.


Berlin the Capture and Aftermath of War 1945-'47 

Segnaliamo domenica 6 aprile alle ore 16.00 in Piazza del Grano a Pescia (PT), l'incontro:
Quattro grandi letterati europei tra le due guerre mondiali
A cura di Claudia Ciardi
Ospite la casa editrice Via del Vento
Si veda la presentazione dell'evento su Pinterest



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