2 aprile 2014

Antony Beevor - Berlino 1945. La caduta


Il bestseller come genere letterario fabbricato per disegnare nel giro di qualche settimana una parabola di tutto rispetto - parola che a sua volta sa sempre più di svendita - sui successi di un autore, non rientra nelle pubblicazioni di questo blog. Chiunque ci segua lo sa perfettamente. Tuttavia nel caso del lavoro di Beevor, avvincente e documentata narrazione della Battaglia di Berlino, ci sentiamo di contravvenire alla regola che ci siamo imposti. Vi sono casi in cui i libri divengono bestseller loro malgrado. Beevor ha saputo portare all'attenzione di milioni di lettori un argomento di storia contemporanea, oggetto di studi specialistici, materia in cui si muovevano agevolmente gli addetti ai lavori e al massimo qualche appassionato. Lo ha fatto con la disinvoltura dello scrittore di razza ma anche e soprattutto senza rinunciare ai ferri del mestiere dello storico. Per questo riproponiamo l'articolo che qualche anno fa abbiamo dedicato a quest'opera, un volume che non può mancare nella biblioteca di tutti quanti desiderano capire cosa furono gli ultimi mesi di guerra nel '45.


Destruction in a Berlin street

Berlino 1945. La caduta 

Titolo originale: Berlin. The Downfall 1945
Autore: Antony Beevor
Collana: Bur Storia
Anno di pubblicazione: 2002



Antony Beevor, ufficiale di carriera dell’esercito britannico, si è dedicato alla professione di scrittore come romanziere e saggista, occupandosi principalmente dei fatti della seconda guerra mondiale. Berlino 1945. La caduta è stato pubblicato nel 2002, accompagnato da un programma televisivo della BBC a tema, diventando subito un bestseller in sette paesi del mondo.
Il libro è un’articolata monografia su uno degli assedi più logoranti della storia. L’impatto degli armamenti moderni su una città già provata dal corso degli eventi di fine guerra e le perdite, i soprusi e i disagi patiti dai civili, sono entrati di peso nella memoria collettiva europea.
Berlino non è solo la metropoli ferita e lacerata di una Germania sconfitta ma è la capitale di un’Europa annientata dalla guerra, è il centro dei lutti e del dolore di un intero continente che per l’ennesima volta ha spento nelle armi le proprie tensioni e fragilità politiche.
Il racconto di Beevor oltre a essere puntualissimo per quel che riguarda il dato militare, dà straordinario rilievo al contenuto delle fonti, che spaziano dalla memoria personale (i diari), alle lettere dei soldati al fronte (tedeschi e russi), ai resoconti ottenuti attraverso interviste postume ai testimoni, agli appunti di scrittori al seguito dell’Armata Rossa (come ad esempio le ampie citazioni tratte da Vasilij Grossman). Questa pluralità di voci che si intreccia al dettagliato resoconto dei fatti conferisce alla narrazione un respiro corale che rende la lettura avvincente, riuscendo a far vivere al lettore l’esperienza dei giorni in cui si è consumato il tramonto di una città e il dramma della sua gente.
Ci sono parti del libro che hanno una tale forza descrittiva da emergere come scene isolate nell’elevato ritmo della battaglia.
Così il capitolo 22 sui combattimenti nella foresta basterebbe da solo per trarvi una sceneggiatura per un film. Inoltre episodi quali le ultime sortite dal Bunker dopo il suicidio di Hitler, la mattanza sul Charlottenbrücke, l’attraversamento dell’Elba da parte dei 100.000 profughi in fuga dai Russi e la resistenza del generale W. Wenck che fino agli ultimi momenti di guerra ha cercato di mettere in salvo i civili e i propri uomini, si pongono con altrettanta indipendenza e vigore narrativo nel complesso della trama.
C’è infine un aspetto che declina questa saggio di storia in studio antropologico: la testimonianza delle donne. Numerose sono infatti le presenze femminili evocate attraverso la scrittura semplice e diretta dei diari che molte donne di Berlino hanno tenuto nella solitudine e nell’angoscia delle terribili settimane in cui di colpo si sono travate al centro della guerra.
Berlino è del resto il luogo in cui più che mai si è rovesciata la tradizione che vuole le donne a casa e gli uomini in guerra. Qui sono state proprio le donne a sopportare il peso di un conflitto arrivato al parossismo. Antony Beevor considera non a caso il punto di vista femminile una prospettiva privilegiata per l’esplorazione dei fatti. 
I corpi delle donne sono stati offesi dalla fame e dagli stupri. Le donne sono rimaste sole con i loro bambini nel quotidiano terrore che la carestia o le armi potessero ucciderli, e infine hanno avuto il compito ingrato e amaro di consolare i loro uomini, tornati disperati e sconfitti, in un paese depredato della propria identità.
Quella di Beevor è l’introspezione di una città rinata dalle ceneri a cui l’Europa deve saper guardare come il centro in cui la sofferenza della guerra, una sofferenza che da secoli affligge i popoli del vecchio continente, ha raggiunto l’acmè. Questa è l’eredità di memoria che ci lascia Berlino, la metropoli «dove la gente vive col proprio destino», questo è ciò che dobbiamo aver presente quando pensiamo all’Europa.

Di Claudia Ciardi (settembre 2009)


Per approfondimenti sui fatti trattati dall’autore si rimanda all’ampia e curata bibliografia del libro.


Berlin the Capture and Aftermath of War 1945-'47 

Segnaliamo domenica 6 aprile alle ore 16.00 in Piazza del Grano a Pescia (PT), l'incontro:
Quattro grandi letterati europei tra le due guerre mondiali
A cura di Claudia Ciardi
Ospite la casa editrice Via del Vento
Si veda la presentazione dell'evento su Pinterest



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