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26 ottobre 2016

Due antologie poetiche


È stato un periodo di ricerche piuttosto intense, utili a concludere lavori che mi auguro vengano alla luce a breve. Si tratta di ricognizioni condotte per lo più nella prima parte dell’anno e ora attendono solo di essere divulgate. In parallelo diverse idee di scrittura hanno trovato la loro strada, nuovi spunti che in un paio d’occasioni sono stati anche presentati e pubblicati nell’ambito di premi ed eventi letterari. Di seguito gli estremi delle due antologie che a Mantova e in Trentino, luoghi molto cari e che meglio non potevano incarnare il mio percorso poetico, hanno dato ospitalità ai miei scritti.
A chi mi disse anni fa che nella vita “non si può fare solo quello che piace” (sic insegnante, donna, con una preoccupante visione reazionaria) replico oggi con la massima convinzione che lo studio è un piacere sommo – su tale argomento è intervenuta in termini molto appropriati qualche tempo fa la professoressa Eva Cantarella che ne ha tutta l’autorità, certamente assai più della persona con cui per mia sventura colloquiai, credendo di trovarvi una sponda ai miei interessi.
Lo studio dovrebbe essere un diritto e non un privilegio feudale. Se qualcuno crede di praticare l’insegnamento partendo da una premessa culturale così esclusivista, sarebbe opportuno cambiasse mestiere per non recare danno al prossimo. Senza risolvere questa colossale diseguaglianza tra chi ha accesso al sapere e chi ne viene sistematicamente escluso, la crisi continuerà a gravare sulle nostre spalle e in generale nella storia umana, guastata da un simile stato di cose anche ipotizzando le migliori condizioni.
A quanti insistono a divulgare l’astratta distinzione tra l’essere studiosi o poeti dico che farebbero meglio per primi a dedicarsi allo studio anziché arrogarsi una capacità creativa che in loro non può operare in alcun modo, viziata com’è da tanta ingenua ignoranza. È da deprecare l’artista che sentenzia contro i vizi borghesi ma di quella stessa borghesia insegue ogni sussulto. Costui è solo un borghese mancato, che non avendo saputo realizzarsi in quella dignità sociale finge di ribellarsi senza possedere lo scatto e i contenuti che gli permettano di essere altro.


(Di Claudia Ciardi)

  
Con lungimiranza e passione Dario Bellini, responsabile di Gilgamesh Edizioni, pubblica l’antologia dei poeti premiati e segnalati al concorso “Terra di Virgilio”, nell’ambito delle iniziative tenute a Mantova, capitale italiana della cultura 2016.

Gilgamesh Edizioni, Mantova, maggio 2016
ISBN 978-88-6867-152-5
Euro 10,00 (8,50 su ibs)








L’ antologia delle opere finaliste di
Il Carro delle Muse 2016, premio letterario internazionale al femminile.
La Greco&Greco Editori raccoglie in volume le voci di tutte le donne che hanno contribuito con le loro opere a rendere unica la serata del Teatro Navalge (Moena, 24 settembre 2016). Un ringraziamento speciale anche alla straordinaria madrina dell’evento Mary de Rachewiltz.
ISBN  978-88-7980-752-4
Euro 14,00

24 maggio 2016

«Mantua me genuit»



Con questo breve intervento, pur certa di non poter rendere giustizia alla densità emotiva che lo ispira, desidero ringraziare gli organizzatori del Premio Terra di Virgilio nell’ambito del Festival letterario internazionale che ha animato la città di Mantova, capitale italiana della cultura per il 2016.
Ringrazio il poeta Beppe Costa che ha voluto conferirmi un riconoscimento da cui mi sento particolarmente onorata, perché viene da una città di antiche nobili e solide tradizioni d’arte. La mia gratitudine va inoltre a Enrico Ratti, autore di un bellissimo commento che valorizza e lega la mia opera a coordinate simboliche tra le quali mi scopro a mio agio. A Enrico, alla sua cordialità e gentilezza, ripeto qui il mio grazie, di cuore. A Gilgamesh Edizioni, nella persona di Dario Bellini, il plauso per aver dato ulteriore lustro alle opere vincitrici e segnalate, attraverso l’antologia coordinata dai presidenti delle giurie e introdotta da una nota del sindaco di Mantova, fortemente impegnato nella valorizzazione del patrimonio artistico del capoluogo lombardo, tra passato e fermenti contemporanei. Rileggere le tante voci che si sono alternate nel pomeriggio trascorso alla Loggia del Grano è un dono che prolunga nel tempo un’esperienza altrimenti destinata solo alla memoria di chi vi ha partecipato. Come si dice “scripta manent”.
Ci tengo anche a sottolineare che la formula del premio, ma sarebbe forse più giusto definirlo un incontro di ingegni, orientato fra le altre cose alla valorizzazione dei talenti di persone affette da disabilità o con percorsi cosiddetti difficili, rappresenta uno scrigno di umanità davvero prezioso. Infine, la presenza di Eughèny Solonovich, italianista russo, da molti anni mantovano di adozione e grande traduttore di poesia italiana per il suo paese d’origine, mi è sembrata simile a quella di un nume tutelare che tutto ascolta e su tutto veglia, assicurandosi che ogni parola assolva il proprio compito. 
Non avrei saputo immaginarmi tra le vie di Mantova in un’occasione migliore e coglierne così la straniante atmosfera di città-sogno, caratteristica unica di fronte a cui si resta quasi sconcertati. Questa dimensione fiabesca di un tempo che continuamente sconfessa le sue cadenze, ha a che fare non poco coi miei versi, e direi in generale con la mia sensibilità. Ed è stato bello scoprirsi tanto affini. Sostengo da sempre che l’incontro con un luogo non è diverso da un incontro fra persone, perché di quelle parti spirituali diffuse in epoche e pensieri lontani il luogo è per l’appunto la somma. Quando poi una città ti accoglie indossando l’abito della festa – sole pieno, aria estiva, entusiasmo della gente – allora ci si sente ancora più vicini a quegli incantesimi che fanno della vita la meravigliosa avventura che è.

(Di Claudia Ciardi)


Mantova - Capitale italiana della cultura 2016

Antologia. Premio nazionale di poesia “Terra di Virgilio”, seconda edizione. Autori vari.
Gilgamesh Edizioni, maggio 2016
ISBN 978-88-6867-152-5



 La locandina dell'evento letterario

 Il giorno della premiazione alla Loggia del Grano di Mantova (21 maggio 2016)

 Il pubblico presente alla manifestazione

L'italianista russo Eughèny Solonovich invitato dalla giuria a prendere la parola

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