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16 aprile 2017

Dal taccuino giapponese (II)


Una serie di studi che prosegue la narrazione del “taccuino giapponese”.



Le Alpi Apuane da San Giuliano Terme e il grande alone bianco della sera sulle cime, 8 marzo 2017



Il grande alone bianco della sera sulle Apuane - San Giuliano Terme, 8 marzo 2017



Il Monte Pisanino (Apuane) da San Giuliano Terme, 8 marzo 2017



Le Alpi Apuane da San Giuliano Terme, 8 marzo 2017



Schizzo del Mirteto da San Giuliano Terme, 8 marzo 2017



Vicinanze di Bressanone, 30 marzo 2017



Le Alpi orientali innevate. In viaggio da Milano verso Mantova, 20 maggio 2016 



9 marzo 2017

Festival delle lingue a Rovereto




Nell’ambito del piano del Trentino trilingue, al via a partire da oggi la seconda edizione dellimportante festival di Rovereto. Non solo stati generali della lingua italiana ma anche occasione di studio e approfondimento del panorama trentino, con un occhio di riguardo alle parlate locali. La rassegna prevede inoltre spazi espositivi dedicati all’editoria locale e nazionale, nei quali sarà in larga parte presente materiale didattico di supporto per l’apprendimento linguistico e l’insegnamento. In particolare si segnala l’importante sezione riservata al dibattito sulle lingue classiche. L’iniziativa beneficia del supporto della Provincia autonoma di Trento e del Goethe Institut.
Grazie agli amici della Val dei Mòcheni, che hanno condiviso con me il programma di questa bella iniziativa, di cui diffondo volentieri le attività presso il festival.
In questa occasione di incontro e scambio tra docenti, studenti, famiglie, esperti e formatori, l’Istituto culturale mòcheno-cimbro di Pergine (Valle del Fèrsina) parteciperà con uno stand aperto per tutta la durata della manifestazione e con la presentazione del volume di Federica Cognola ed Evelina Molinari “Sòtzlear 1, introduzione ragionata alla sintassi del mòcheno”.
Il giorno successivo, sempre alle 10.00, l’Istituto comprensivo Pergine 1 con la Scuola primaria di Fierozzo presenterà presso il cinema teatro Rosmini il musical in quattro lingue “L’elisir della bontà”.

(Di Claudia Ciardi)


Link - Festival delle Lingue


save the date - II edizione - dal 9 all’11 marzo 2017  

Hashtag su Twitter: #FestivalLingue




4 febbraio 2017

Guida insolita delle Dolomiti


Guglie del Latemar dal Lago di Carezza

La guida delle Dolomiti a cura di Dino Dibona, ampezzano innamorato della sua terra oltre che attivista per la tutela dell’ambiente montano, è una lettura a cui non può rinunciare chi voglia avvicinarsi alla geografia e alla cultura del Trentino. Il volume dedica diversi capitoli ai singoli ecosistemi di valle, un insieme di monografie che passano in rassegna luoghi, usi, tradizioni, personaggi illustri, leggende. Le parti dedicate ai racconti e alle testimonianze letterarie ladine proiettano il libro in una dimensione non meramente didascalica ma confidenziale, un tono narrativo che rende l’autore prossimo a chi legge, quasi fosse un ospite gentile preoccupato di far sentire a proprio agio i suoi visitatori.
E proprio nelle descrizioni di antichi rimedi a base di erbe o nella passione con cui ci introduce all’opera di trentini illustri, pittori, scultori, studiosi che si sono fatti conoscere per il loro talento, spesso dedicandosi alla realizzazione e compilazione di opere importanti note ben al di là dei confini regionali, emerge il carattere di questo scrittore, ecologista e alpinista gentile, che tanto impegno ha profuso nella stesura dei suoi lavori.
Scorrono sotto i nostri occhi le avventure dei primi uomini che migliaia di anni fa sfidarono le cime assediate dall’ultima glaciazione, la vicenda dei Reti, il popolo stanziale discendente dai Celti, i cui resti linguistici si coglierebbero ancora seppur lontanamente nel ladino, la conquista romana, e poi quella longobarda, con il graduale inserimento del cristianesimo a discapito dei culti pagani. Di tali rovesci i racconti contadini sono un’acuta testimonianza, dal momento che spesso vi si narrano gli amori impossibili e tragici di uomini che incontrano salvarie e anguane, creature dei boschi, spiriti magici temuti o disprezzati dalle comunità.
Prendono dunque forma in queste pagine i profili ora bonari ora paurosi di dracones alpini appostati sulle rive di laghi o nel profondo di grotte segrete, che per passare inosservati si muovono di notte “lasciando una scia luminosa, accompagnati da tuoni e forti raffiche di vento”. Storie toccanti come quella della ciasarina de Cuca, leggenda della Val Gardena su una malgara prigioniera di una baita stregata, che molto ci dice riguardo certi incanti della vita in cui capita dimbattersi, senza che si ripetano. Cenni al folclore locale, rappresentato da feste e ricorrenze, come ad esempio il carnevale di Canazei con il celebre corteo delle faceres da bel e le faceres da strions. E poi ancora descrizioni di fiori, alberi, animali dei quali si racconta l’aspetto e il carattere, al pari di personaggi in carne e ossa. Dettaglio non da poco, il testo è corredato da numerose incisioni ottocentesche, alcune particolarmente suggestive, dedicate ai principali gruppi delle Dolomiti o agli abiti tradizionali dei valligiani.        
Dino se n’è andato, dopo una breve malattia, alla fine del 2014. Una perdita di cui ho saputo per caso, dopo aver letto questo suo libro, mentre cercavo ulteriori notizie su di lui. È stato così che ho trovato un ricordo del Gruppo italiano scrittori di montagna, dove peraltro si lamentava una mancanza d’attenzione per l’uomo che tanto si è speso nel divulgare i saperi e le consuetudini del vivere in quota. E questo, son sincera, mi è dispiaciuto perché in primo luogo una persona bisognerebbe fosse coccolata e apprezzata fra i suoi, i quali dovrebbero anche occuparsi di renderle il giusto merito se, come nel caso di Dibona, si è fatta particolarmente valere.
Leggere queste pagine e parlarne è il mio personale omaggio a una figura di cui secondo me la nostra società soffre una discreta carenza. Un intellettuale che non smarrisce il legame con la natura ma lo innalza semmai a cardine del suo operare, traendovi interamente le ragioni della proprio impegno e le risorse per una creatività genuina, in quanto radicata nella storia e nel quotidiano di un territorio.   

(Di Claudia Ciardi)

   Disegno di un’anguana attribuito a Tiziano


Dino Dibona,
Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle Dolomiti,
Newton Compton editori, 2000  


Scorcio del Latemar da Moena (mio scatto)


Related links:

I libri di Dino Dibona pubblicati da Newton Compton

Il ricordo del Gruppo Italiano degli scrittori di montagna

Sosta d'autunno


26 ottobre 2016

Due antologie poetiche


È stato un periodo di ricerche piuttosto intense, utili a concludere lavori che mi auguro vengano alla luce a breve. Si tratta di ricognizioni condotte per lo più nella prima parte dell’anno e ora attendono solo di essere divulgate. In parallelo diverse idee di scrittura hanno trovato la loro strada, nuovi spunti che in un paio d’occasioni sono stati anche presentati e pubblicati nell’ambito di premi ed eventi letterari. Di seguito gli estremi delle due antologie che a Mantova e in Trentino, luoghi molto cari e che meglio non potevano incarnare il mio percorso poetico, hanno dato ospitalità ai miei scritti.
A chi mi disse anni fa che nella vita “non si può fare solo quello che piace” (sic insegnante, donna, con una preoccupante visione reazionaria) replico oggi con la massima convinzione che lo studio è un piacere sommo – su tale argomento è intervenuta in termini molto appropriati qualche tempo fa la professoressa Eva Cantarella che ne ha tutta l’autorità, certamente assai più della persona con cui per mia sventura colloquiai, credendo di trovarvi una sponda ai miei interessi.
Lo studio dovrebbe essere un diritto e non un privilegio feudale. Se qualcuno crede di praticare l’insegnamento partendo da una premessa culturale così esclusivista, sarebbe opportuno cambiasse mestiere per non recare danno al prossimo. Senza risolvere questa colossale diseguaglianza tra chi ha accesso al sapere e chi ne viene sistematicamente escluso, la crisi continuerà a gravare sulle nostre spalle e in generale nella storia umana, guastata da un simile stato di cose anche ipotizzando le migliori condizioni.
A quanti insistono a divulgare l’astratta distinzione tra l’essere studiosi o poeti dico che farebbero meglio per primi a dedicarsi allo studio anziché arrogarsi una capacità creativa che in loro non può operare in alcun modo, viziata com’è da tanta ingenua ignoranza. È da deprecare l’artista che sentenzia contro i vizi borghesi ma di quella stessa borghesia insegue ogni sussulto. Costui è solo un borghese mancato, che non avendo saputo realizzarsi in quella dignità sociale finge di ribellarsi senza possedere lo scatto e i contenuti che gli permettano di essere altro.


(Di Claudia Ciardi)

  
Con lungimiranza e passione Dario Bellini, responsabile di Gilgamesh Edizioni, pubblica l’antologia dei poeti premiati e segnalati al concorso “Terra di Virgilio”, nell’ambito delle iniziative tenute a Mantova, capitale italiana della cultura 2016.

Gilgamesh Edizioni, Mantova, maggio 2016
ISBN 978-88-6867-152-5
Euro 10,00 (8,50 su ibs)








L’ antologia delle opere finaliste di
Il Carro delle Muse 2016, premio letterario internazionale al femminile.
La Greco&Greco Editori raccoglie in volume le voci di tutte le donne che hanno contribuito con le loro opere a rendere unica la serata del Teatro Navalge (Moena, 24 settembre 2016). Un ringraziamento speciale anche alla straordinaria madrina dell’evento Mary de Rachewiltz.
ISBN  978-88-7980-752-4
Euro 14,00

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