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16 febbraio 2018

Caravaggio - L'anima e il sangue






Prosegue il percorso visivo e visionario sull’opera di Caravaggio, tenuto a battesimo dalla grande mostra di Palazzo Reale a Milano, con la proiezione del film documentario “L’anima e il sangue”, omaggio agli slanci e ai tormenti che segnano la vicenda personale del grande artista.
Coprodotto da Sky cinema, Magnitudo e Nexo digital questo lavoro fa tappa in cinque città che rappresentano altrettanti snodi cruciali nella biografia del Caravaggio (Milano, Firenze, Roma, Napoli, La Valletta), coinvolgendo quindici musei e illustrando quaranta tra le sue opere più celebri. Girato in 8k, novità quasi assoluta per le produzioni italiane, il film, in contiguità con l’impostazione multimediale della rassegna milanese largamente orientata alla diagnostica artistica, intende far immergere lo spettatore nella tecnica dell’autore, creando un’esperienza unica, quasi tattile, con la pittura su tela.  
Presente per tre giorni nelle nostre sale, dal 19 al 21 febbraio, è un evento che accompagna e arricchisce la lunga serie di progetti finora dedicati a un artista universalmente noto.   


(Di Claudia Ciardi)


Regia di Jesus Garces Lambert. Film documentario 2017, uscita cinema lunedì 19 febbraio 2018, distribuito da Nexo Digital. 
Il cantautore Manuel Agnelli presta la sua voce a Caravaggio. 

*Responsabile e direttore artistico del progetto per Sky è Cosetta Lagani. Produttore esecutivo per Magnitudo Film è Francesco Invernizzi. La sceneggiatura è di Laura Allievi e la regia è affidata a Jesus Garces Lambert, che ha firmato documentari per Sky e per importanti network televisivi internazionali, tra i quali National Geographic, BBC, ZDF, CBS, Arte.




Cena in Emmaus (1606), Pinacoteca di Brera, Milano



14 marzo 2017

Revolution - La nuova arte per un mondo nuovo





Per il centenario della rivoluzione russa, allinterno del ciclo “la grande arte al cinema”, un appassionante documentario ci descrive una straordinaria quanto cruciale avventura dellimmaginazione. Viaggio nellarte e nella storia attraverso la testimonianza dei discendenti diretti di chi della rivoluzione fu protagonista sul doppio fronte della creatività e delle vicende che presero corpo in quel periodo. Del resto, cosè una rivoluzione se non unutopia alla prova dei fatti?
Di questa umanità in cammino e dei linguaggi artistici che la sostennero, a partire proprio dal vorticoso 1917, il lavoro di Margy Kinmonth ci fornisce un racconto esaltante, intendendo trasmettere agli spettatori quello spirito di entusiasmo e rottura che solo presiede certi snodi decisivi della storia.
Grazie al contributo di esperti quali il direttore dell’ErmitageMikhail Piotrovsky, e la direttrice della Galleria Tret’jakov (il museo moscovita che ospita una delle più grandi collezioni di belle arti russe al mondo), Zelfira Tregulova, si affaccia sullo schermo una stagione affollata e complessa fatta di correnti e grandi personalità. Raggismo, suprematismo, cubo-futurismo, e poi le vite di artisti del calibro di Chagall, Kandinskij, Malevič, esploratori di un nuovo mondo, pionieri di una volontà di rappresentazione che a distanza di pochi anni venne brutalmente disconosciuta e perseguita.

(Di Claudia Ciardi)


Save the date - Solo il 14 e il 15 marzo nelle sale italiane
Revolution - La Nuova Arte per un Mondo Nuovo (2016), un film di Margy Kinmonth con Mikhail Piotrovsky, Zelfira Tregulova.
Durata 1h e 35 min.
Distribuzione: Nexo Digital





Related links:

Avanguardia russa (La fondamentale mostra di Torino nel 2015)





16 gennaio 2017

Segantini - Ritorno alla natura



Giovanni Segantini, Paesaggio di montagna, 1898 


Un evento imperdibile che vede in proiezione nelle sale italiane solo per il 17 e il 18 gennaio il documentario biografico sulla parabola artistica di Giovanni Segantini (Arco di Trento, 15 gennaio 1858 – Monte Schafberg, 28 settembre 1899).
Orfano di madre a sette anni, padre e sorella trasferiti a Milano senza curarsi delle sue sorti, un’adolescenza complicata da miseria e tribolazioni di ogni tipo, gli esordi di Segantini furono piuttosto difficili. Seppure il suo precoce talento fosse già stato notato negli anni di riformatorio, fu soltanto dopo aver «attraversato tutta l’eterna pianura della tristezza e del dolore» che l’accademia di Brera gli conferì un premio importante nel 1879. Ma la miseria era ancora una componente tuttaltro che fugata nella vita del giovane talentuoso. Figure come quella di Vittore Grubicy, pittore e mercante d’arte che gli fece da guida e tutore, e della compagna, Luigia Bugatti, lo aiutarono a trovare un equilibrio e a dare al suo percorso creativo una crescente incisività.
Innamorato dei paesaggi alpini e della luce che la montagna era in grado di offrire, dopo diversi spostamenti, scelse di trasferirsi insieme alla famiglia a Savognino, villaggio delle Alpi a circa mille e duecento metri d’altezza, e da qui in Engadina. Scomparso a soli quarantuno anni, ottenne ampio riconoscimento tra collezionisti e noti artisti stranieri, quali Klimt e Kandinskij. Quest’ultimo, confrontandolo con Rossetti e Böcklin, disse che Segantini, pur sembrando il più materiale dei tre «adottò forme naturali definite, elaborate fin nei minimi particolari e (…) seppe creare figure astratte. Per questo, forse, è interiormente il meno materiale».
A due anni dalla retrospettiva milanese, il cinema torna ad omaggiare la grandezza delluomo e dellartista.

(Di Claudia Ciardi)


Segantini - Ritorno alla natura
Un film di Francesco Fei. Con Filippo Timi, Gioconda Segantini, Annie-Paule Quinsac, Franco Marrocco, Romano Turrini Eventi, durata 60 min. - Italia 2016 - Nexo Digital





Related links:


In fuga dalla modernità, sulle montagne di Segantini - Corriere delle Sera (24 gennaio 2011)



Giovanni Segantini, La punizione della lussuria, 1891

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