30 agosto 2019

La metafisica delle nuvole di Ian Fisher


Classe 1983, canadese originario della Nuova Scozia, Ian Fisher è un rabdomante di nuvole. La serie “Atmosfere” raccoglie poderose formazioni di cumuli nembi sospese tra tempesta e quiete, solcate da tagli di luce che dilatano sorprendentemente lo spazio delle sue tele. Nubi che sembrano mimare battaglie di titani, epiche transumanze di stagioni e colori, uno smisurato caleidoscopio del sublime in natura. Cieli frammisti che suggeriscono profondità in cui viene voglia di perdersi, a guardarli s’intuisce qualcosa di contiguo all’infinito, maieutica per l’immaginazione.

Ian li definisce “cloudscapes”, paesaggi di nuvole. E in un gesto la sua mano ci trasporta verso una burrascosa bellezza, tentazione dei giochi d’infanzia tutti consacrati a queste isole d’aria. Ragionando sul figurativo e l’astratto dice: «Ho sempre amato l’astrazione, ma sono più figurativo come artista. Quel che offre d’interessante il cielo è che mi permette di creare qualcosa di rappresentativo, ma dato che è in continua evoluzione, ho la libertà di dipingerlo esattamente come voglio che sia, rendendolo più astratto». Da qui le sue atmosfere sempre sul punto di squarciarsi nel tentativo di afferrare altre dimensioni, nubi come rupi, montagne, geometrie mutevoli, come quando si osserva un’eclisse in uno specchio d’acqua. Traslazioni, correnti e suggestioni taoiste nei fuochi e nei contrasti delle campiture, fluidità dell’attimo che non vuole incidere se stesso ma sussurrare il vibrato di un passaggio sentimentale.     
Presente sulla scena artistica di Denver, dove lavora in pianta stabile, sta portando la sua creatività all’interno di diverse mostre collettive da Salt Lake City a Shanghai. Un ampio progetto itinerante, in sintonia col vagare delle nuvole, in cui spera di avvicinare al suo mondo ampi strati di pubblico. Le sue opere sono inoltre oggetto di esposizione alla Robischon Gallery e al Boulder Museum of Contemporary Art.

(Di Claudia Ciardi)


 * Atmosphere n. 46: incipit del post 

 * Sono tutti oli su tela 




Atmosphere n. 41



Atmosphere n. 43



Atmosphere n. 44



Atmosphere n. 63



Atmosphere n. 77


 

Dal greco νεφελοβάτης - chi cammina tra le nuvole; (in arte o in letteratura), un trasgressore, uno che rompe gli schemi.






22 agosto 2019

Un passaggio di nuvole e di ombre


Il divagare dello sguardo sui cambi di luce, sulle forme che vi nascono, come fioriture spontanee, occhi su occhi nei passaggi dell’ombra. E in questi passaggi, soprattutto, sentire l’inverarsi di una metamorfosi, tema infinito dell’acqua e della pietra, qui con ostinazione venire fino a effondere.

(Di Claudia Ciardi)


Θάλασσα του Πρωιού
Mare al mattino

Fermarmi qui. Per vedere anch’io un po’ di natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.

Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere.

Konstantinos Kavafis (1915)


Dal “Poema della montagna”


Trasalirai - ti scrollerai montagne,
e l'anima - ascenderà.
Dello strazio lascia che io canti:
della mia montagna!
Non ora, né mai in futuro,
la nera falla rabbercerò.
Dello strazio lascia che io canti,
in vetta alla montagna.

Marina Cvetaeva (gennaio-febbraio 1924)



Baia dei Saraceni - Varigotti, agosto 2019



Le Manie da Finale ligure, agosto 2019



Le Manie (myosotis), Liguria, agosto 2019



Lembi di montagne - Le Manie da Finale ligure, agosto 2019



Le Alpi dal Sestriere - Ombre e passaggio di nubi, aprile 2019



Le Alpi lungo un sentiero al Sestriere, aprile 2019



Le Alpi dalla Val Thuras - Alta Val di Susa, luglio 2019



29 aprile 2019 - Al Sestriere disegnando montagne


Sul sentiero per Rhuilles - Alta Val di Susa, luglio 2019


* Proseguendo la serie “La pietra e il sogno”.

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